Un tempo questo accordo era seguito da ogni
quattrozampe scodinzolante, ma adesso solo i retriver lo rispettano: il loro motto è «Il dovere innanzitutto» e l'obbligo è di tenere unita la propria famiglia per ottenere
l'Eterna Ricompensa. Ma non è facile al giorno d'oggi: il lassismo dei cani ha reso le unioni troppo fragili e gli Hunter non fanno eccezione. Il matrimonio di Adam e Kate vacilla, Hal e Charlotte non comunicano e combinano guai, la nonna è una presenza ingombrante e, come se non bastasse, un
vecchio amico irrompe in casa con la sua giovane compagna a ingarbugliare le cose. Forse è troppo anche per le possibilità di un Labrador retto e determinato.
Opera prima di
Matt Haig, di cui in Italia è già stato pubblicato il secondo libro, l'ottimo noir dal punto di vista di un bambino
Il club dei padri estinti,
Il patto dei Labrador è un divertente e simbolico viaggio all'interno di una famiglia inglese (ma potrebbe vivere in qualsiasi Paese occidentale) di oggi. Le
relazioni allentate dalla quotidianità e dalla noia, gli errori nell'educazione, le
tentazioni esterne e i tanti rimpianti sono raccontati con le parole e i giudizi di un ingenuo e puro animale domestico, e proprio grazie a questo espediente risultano più
sinceri di quanto potrebbero essere quelli dei protagonisti in carne e ossa.
Il vero pregio del libro, una via di mezzo tra una
favola contemporanea e un
thriller sapientemente disseminato di colpi di scena e misteri dolorosi, è proprio il
tocco leggero, quasi magico, che gli regala il suo peloso narratore. A esso si aggiunge la qualità e la scorrevolezza della
scrittura di Haig, ironica ma allo stesso tempo riflessiva e profonda, che spazia nelle citazioni da
Shakespeare e la Bibbia fino a
David Beckham.